Ultimo edificio ad essere realizzato sulla piazza, sul finire del secolo XIII, il Camposanto fu concepito inizialmente come chiesa-cimitero annessa alla cattedrale, per ospitare le sepolture dei pisani all'interno e intorno agli edifici monumentali.
A pianta rettangolare, è una grandiosa galleria che si presenta all'esterno chiusa da un lungo prospetto decorato ad archi ciechi e da due portali, e all'interno con un quadriportico con pilastri ed archi che affaccia sul prato dell'antico cimitero.
Costruito sul finire del secolo XIII, il Camposanto conserva uno straordinario patrimonio di opere d'arte comprendente famose testimonianze pittoriche e una prestigiosa collezione di sculture antiche. Fino al secolo XIX conservava anche una serie di monumenti sepolcrali e busti di illustri scienziati e docenti dello studio pisano.
Tra i monumenti sepolcrali, sono da ricordare quelli del medico e letterato Matteo Corte, dello scrittore Francesco Algarotti, distintosi nella divulgazione della fisica newtoniana, dei medici Andrea Vaccà Berlinghieri e Giacomo Barzellotti, dell'ingegnere Giuseppe Morosi di Ripafratta, del fisico Lorenzo Pignotti, dell'astronomo Ottaviano Fabrizio Mossotti, del fisico Carlo Matteucci, del chimico Giuseppe Orosi, del matematico Leonardo Fibonacci (trasferito poi nel Giardino Scotto e oggi nuovamente ricollocato in Camposanto), del naturalista Paolo Savi (trasferito all'Orto Botanico di Pisa).
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