A
tutti i cittadini della Provincia e della Città di Pisa
lanciamo un forte appello a votare per il presidente Silvio Berlusconi
e per Forza Italia, nelle prossime elezioni politiche del 9-10
aprile 2006. Il Presidente ha dimostrato, con il record storico
dei suoi cinque anni di governo, la capacità di reagire
ai problemi incontrati in questo difficile momento storico, la
serenità con cui ha resistito all’incredibile accanimento
contro di lui e l’energia con cui ha condotto la campagna
elettorale, di essere il miglior candidato premier.
Dopo le elezioni politiche, le nostre energie e il nostro impegno
torneranno a essere dedicati, prima di tutto, a Pisa e alla nostra
Provincia. Questo documento indica un percorso di aggregazione
e rilancio, aperto al contributo di coloro che ne condividono
lo spirito e le speranze.
Dobbiamo essere sul nostro territorio l’Alternativa moderata
e liberale, protagonista dell’autogoverno delle nostre comunità,
fedele alle tradizioni e alle libertà della Toscana, ancorata
all’eredità spirituale cristiana, ebraica e laica
dell’Italia, dell’Europa, dell’Occidente.
Crediamo
nella libertà.
Crediamo nel diritto alla vita, alla proprietà, alla felicità.
Crediamo nella famiglia, nel lavoro, nel dovere, nel senso civico,
nell’amore per la nostra terra e nella salvaguardia del
Creato. Crediamo nel senso di sacrificio, nell’intraprendenza,
nella meritocrazia, nell’assunzione di responsabilità.
Vogliamo che la nostra società sia più libera e
aperta, più rispettosa e tollerante, quindi più
responsabile, leale, pulita e ordinata.
Rifiutiamo la cultura dell’esonero dalle prove della vita,
la rassegnazione alle droghe, la fuga dalla fatica e dalla realtà,
l’infantilismo, il mammismo, le raccomandazioni, i favoritismi.
Crediamo che sia la libera iniziativa a produrre ricchezza, non
la pianificazione. Crediamo in poche leggi, ma chiare e fatte
rispettare.
Crediamo nella solidarietà alle persone, non nelle burocrazie.
Crediamo nel disinteresse e nel distacco del buon amministratore,
non nei funzionari garantiti a vita dal partito-stato e dalle
sue organizzazioni collaterali.
Ci ispiriamo alle grandi figure che hanno onorato il passato politico
pisano, da Filippo Mazzei a Giuseppe Toniolo, fino ai tanti sconosciuti
che nell’anonimato del piccolo borgo o della strada di periferia,
hanno militato nelle organizzazioni cattoliche, laico-socialiste,
liberali e moderate.
Celebriamo il 60° anniversario della Repubblica, impegnandoci
perché sia conosciuta, apprezzata e approvata dal popolo
la prima vera riforma costituzionale che sia mai giunta in porto,
che ammoderna lo stato, fa avanzare il federalismo, rende le istituzioni
più vicine ai cittadini, in profonda coerenza con la storia
della Toscana e il nostro tradizionale autonomismo.
Crediamo nella sovranità popolare, nelle istituzioni, nella
rinascita di una moderna e leggera forma partito.
Noi, iscritti di Forza Italia, dobbiamo impegnarci a costruire
una formazione politica unitaria e inclusiva, nella prospettiva
del bipartitismo.
La nostra organizzazione dovrà essere adeguata alla sfida
che lanciamo alla macchina egemonica della sinistra. Dovrà
essere capace di autofinanziarsi e raccogliere una grande partecipazione,
sia con la tradizionale apertura di sedi e circoli sul territorio,
sia con i nuovi strumenti telematici.
Il nostro movimento unitario dovrà essere fondato, prima
di tutto, sul rispetto. Rispetto delle persone. Rispetto delle
idee. Rispetto delle regole.
Desideriamo un grande partito popolare, partecipato e pluralista.
I cittadini dovranno essere protagonisti della vita del partito,
assieme agli iscritti e agli eletti. La libertà e l’autonomia
di questi ultimi non è in discussione, ma i gruppi consiliari
dovranno essere un esempio di operosità e unità,
in armonia con le scelte del partito.
Le primarie, aperte a tutti i cittadini, saranno lo strumento
per la scelta dei candidati, a partire dall’indicazione
del presidente di quartiere, del sindaco e del presidente di provincia.
Le liste elettorali dovranno premiare in primo luogo la militanza,
essere aperte alla società, alle donne, ai giovani, e rappresentative
di tutte le esperienze e componenti interne.
Nulla
è eterno, nemmeno il grigiore culturale, il conformismo
politico, l’incuria dei beni pubblici, il disprezzo dell’iniziativa
privata e dell’innovazione, che ci sono imposti dalla sinistra
postcomunista toscana. Proprio perché le nostre radici
sono profonde e i nostri valori forti, sappiamo di poterci aprire,
allargare, includere e convincere i Pisani e i Toscani a cambiare.
Vedremo la fine del Sessantennio e vivremo, insieme, con un nuovo
spirito repubblicano, una nuova primavera politica, dopo l’inverno
del partito-stato.