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Alone
in the Dark: The New Nightmare (PS2)
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Sono
passati ormai quasi una decina d'anni, quando per PC aveva
fatto la comparsa il primo Alone in the dark, un gioco letteralmente
fantastico che può essere considerato il capostipite del genere
"survival horror". Come infatti i più credono, non è stato
Resident Evil il primo titolo di questa categoria di giochi
spaventosi, anche se poi ne ha continuato la generazione e
indiscutibilmente ne è divenuto il rappresentante più illustre.
Anche se a molti di voi non sarà mai capitato di giocarci,
il primo Alone in the dark, nonostante l'età e i tanti difetti
perdonabili, era davvero un titolo dalla indiscutibile atmosfera.
La trama era curata nei minimi particolare e pareva quasi
inimmaginabile trovarci in una casa piena di spettri, mostri
e esseri affini; per non parlare poi della grafica, che per
il tempo era veramente superba. Certamente i personaggi poligonali
erano un po' spigolosi, e a volte, a seconda delle telecamere
si poteva vedere una testa squadrata, e i movimenti, soprattutto
durante i combattimenti, non erano dei più credibili. Ma al
tempo, già muoverci in una casa poligonale era molto divertente,
figuriamoci poi se riempita di spettri. Rammentiamo ancora
le notti insonni, passate davanti al computer, quando tremolanti
ci aggiravamo per i corridoi lugubri della villa armati di
fucile o pistola, mentre inconsciamente ci immedesimavamo
nel personaggio. Credo che non abbiamo mai provato emozioni
simili in altri giochi, nemmeno nel migliore dei Resident
Evil (Code Veronica per Dreamcast), perché anche tralasciando
una realizzazione tecnica di ottimo impatto (per il tempo
in cui uscì il gioco, non era niente male), il tutto ruotava
attorno ad una solidissima trama, e una volta entrati nella
villa Derceto, difficilmente ne saremmo usciti senza porre
fine alle malvagie presenze. Ora a tanti anni di distanza,
la notizia dell'arrivo dell'ultimo capitolo della saga, ci
ha fatto esplodere di gioia, e, ormai vaccinati dopo tanti
episodi di Resident Evil, Dino Crisis e Silent Hill, ovviamente
siamo corsi ad accaparrarci una copia del gioco. Cosa ci aspettavamo
da questo titolo? Sicuramente un ottimo titolo, che ci avrebbe
appassionato oltre che per il genere, anche per la locazione
in cui si svolgeva l'avventura. Infatti, pareri contrastanti
o no, è sicuramente più pauroso girare di notte in una villa
maledetta, da soli, che in una città piena di zombi o in un'isola
piena di dinosauri. Crediamo infatti che per fare un ottimo
gioco horror, non basti riempire lo schermo di stupidi zombi
che escono da tutte le parti, bensì bisogna riuscire a far
immedesimare il giocatore nella paura totale, far provare
quelle angosce che ovviamente in quel momento prova il protagonista
virtuale. Noi sensazioni del genere le abbiamo provate solo
una volta: giocando al primo Alone in the dark. In seguito
sono venuti i vari Resident Evil, anch'essi spettacolari,
ma basati su una trama forse poco credibile, e troppo complicata
da capire alla perfezione, aspetti che rendevano il tutto
una sorta di "ammazziamo i mostri cattivi e salviamo la pellaccia".
Inoltre va detto che è sicuramente più spaventoso l'ambito
del paranormale, rispetto a varie organizzazioni che tramite
virus riescono a fare varie manipolazioni. Questo è almeno
il nostro parere, ovviamo soggettivo.
fonte: www.ludus.it
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